Autorevoli messaggi di auguri alla Rassegna Nazionale

Continuano le adesioni al Comitato d’onore della rassegna di Baskin.

pancalli

Le parole di Laura che il Baskin l’ha visto nascere e l’ha aiutato crescere in tutti questi anni.

“Il baskin è … Eleonora, Anna, Matteo, Francesco, Deborah, Maddalena, Roberto, Mirko, Matteo, Luca, Marianna, Federico, Marco, Remigio, Ernest, Matteo, Federico, Riccardo, Andrea, Giulia, Filippo, Bianca, Lorenzo, Michael, Mariana, Benedetta, Nicholas, Giovanni, Michele, Maria, Manuel, Simone, Gabriele, Sebastiano, Federica, Tancredi, Tommaso, Ivan, Mina, Lorenzo, Mario, Florika, Giuseppe, Stefano, Enrico, Luca, Martina, Danilo, Fabio, Lorenzo, Giulia, Riccardo, Paola, Antonio, Nicola, Alan, Paolo, Mourad, Lidia, Ilaria, Nicolò, Federico, Alessandra, Bianca, Daniela, Marta, Viviana, Claudio, Matteo, Chiara, Riccardo, Silvia, Sabrina, Sara … mi spiace smettere … vorrei continuare con altri 5000 nomi, anzi, di più … se consideriamo quanti oggi stanno collaborando con cuore ed entusiasmo alla sua diffusione: atleti, dirigenti, volontari, famiglie. Un grande, grandissimo tesoro umano! Senza anche solo una di queste persone il baskin non sarebbe il baskin! “

Chi conosce Bob Rattazzi sa che ama riposarsi nel suo bel castello sul lago per riflettere e coltivare i suoi infiniti interessi culturali. Conosce anche la sua passione per la clownterapia e per il Baskin “per me il BASKIN chiude un abbraccio.
Un abbraccio pieno di poesia, amore per il prossimo, sensibilità, dolcezza, prendersi cura, scambio di emozioni, esperienze.
Questo abbraccio inclusivo per chi vive SINCERAMENTE il BASKIN.”

 

Gianluca Galimberti, Sindaco di Cremona
Che cosa è il baskin se non l’immagine della società che vorremmo costruire? Siamo tutti disabili infatti e tutti normali… se normalità, nella vita di una persona, è definita dalla qualità delle relazioni che la circondano e che lei stessa sa costruire intorno e sé disabilità significa che per esercitare le nostre abilità abbiamo bisogno delle abilità degli altri. E ognuno resta incapace di fare buon uso delle proprie abilità, finché non riconosce che le sue originali abilità devono essere illuminate dalle originali abilità dell’altro.
Corrono i numeri 5 con la forza di muscoli e riflessi, ma quelle mani serrate di alcuni numeri 1 che stringono una palla più piccola, quelle mani quanta forza contengono? E si attende trepidanti che quel gesto del tirare, scontato per i più, sveli in realtà che ogni gesto nomale del vivere non è scontato, che tutto è dono e che tutto, se vissuto con lo stesso coraggio vitale di quel pivot, porta un punto o due o tre o infiniti al bene per sé e per gli altri. Quelle mani sono fragili, quelle mani sono forti. Quelle mani dipendono da altri, quelle mani soccorrono tutta la squadra; quelle mani ti strappano il respiro, quelle mani ti fanno esplodere in un urlo di gioia. Chi dunque corre veloce? I numeri 5 certo ed anche i pivot, la loro corsa a vantaggio di tutti.
Solo una società che sceglie come modello di sviluppo una squadra di baskin potrà creare un futuro di coesione e giustizia ed anche di efficienza e di meritocrazia.
Il baskin nasce a Cremona e racconta oggi all’Italia una storia bellissima di passione per gli altri e con gli altri, di intelligenza nel costruire il bene, così alta che diventa contagiosa e entusiasma altre città della stessa passione, che è poi la passione di vivere amando.
Cremona è terra di molti sport capaci di valorizzare le persone con handicap e quanto stiamo lavorando per valorizzare tutte le esperienze sportive, unendole in una rete, che si offra come opportunità di crescita, di coesione, di sviluppo culturale e sociale a tutti i ragazzi interessati e alle loro famiglie. Cremona è terra di grandi persone che hanno dedicato se stessi a trovare nuove strade di pedagogia per essere maestri di vita (uno tra tutti, Mario Lodi): il baskin è un libro non scritto, ma giocato sul campo, di altissima pedagogia, libro incarnato in regole e sudore, passione e agonismo, incontri di umanità e sfide per vincere insieme, pedagogia nuova, che insegna ad ognuno ad essere accanto all’altro nella stessa partita, un po’ anche maestro di vita per l’altro, a patto che tutti diventiamo discepoli di quel numero 2 e insieme decidiamo, razionalmente, lucidamente, di correre insieme per la giusta partita.

Vincenzo Manco, Presidente Nazionale UISP aderisce al Comitato d’Onore della Rassegna Italiana di Baskin
..una società misura il proprio grado di civiltà dalle opportunità e dagli strumenti di inclusione che mette a disposizione di tutti.
E’ in questo modo che si garantisce la cittadinanza piena di tutti i cittadini e la partecipazione alla cosa pubblica.
Il Baskin è una di quelle esperienze dello sporpertutti in cui le diversità assumono valore e ricchezza e le pari opportunità emergono in modo evidente.
La Uisp guarda a tale esperienza con particolare attenzione per contribuire ad affermare la piena dignità delle persone.

Abbiamo conosciuto Peppe Battaglia quando ci ha ospitato nella bella ed accogliente Noto tre anni fa.. Ancora oggi i nostri ragazzi ricordano con gioia la favolosa accoglienza che ci è stata riservata.
Con molta attenzione leggiamo quanto Peppe BattagliaDirig. UISP e Resp. Baskin Sicilia ci scrive nell’aderire al Comitato d’Onore
“Ho conosciuto il baskin nell’estate del 2009.
Ho subito pensato: “GENIALE, DIVINO!”
Si proprio così, chi ha avuto l’intuizione per creare questo sport è andato oltre gli schemi tradizionali della mente umana.
Hanno codificato uno sport unico nel suo genere.
Lo sport è educazione, è inclusione, è uguaglianza.
Il meraviglioso gioco del BASKIN magicamente mette in campo questi principi.”

da Bra Maria Grazia Racca e Gaetano Filippone ci scrivono:
“Il Baskin. ..un contenitore di emozioni (divertimento, amicizia, collaborazione, rispetto reciproco, gioia di dare e ricevere) che trasforma la disabilità in abilità, superando il pregiudizio della diversità”

Proff. Cristina Palmieri, dell’università di Milano Bicocca, ci aiuta a riflettere sull’importanza del BASKIN
BASKIN… e oltre
Credo che il baskin sia la testimonianza di una possibilità: della possibilità di modificare quello che ci sembra immodificabile cambiando così modalità di vita, relazione, azione.
In questo senso, per me, dal punto di vista pedagogico, il baskin, in tutta la sua concretezza e materialità, ha valore metaforico: le esperienze educative possono cambiare segno e articolazione, possono farsi più inclusive, e quindi, dal mio punto di vista, più vicine alla loro intrinseca finalità, nel momento in cui mettono mano al dispositivo che consente loro di essere proprio ciò che sono.
Come il baskin ha radicalmente modificato il dispositivo del basket per dare luogo a un’esperienza di gioco e di gara accessibile a tutti, così ogni dispositivo (non solo in ambito educativo) può modificarsi per dare luogo a esperienze inclusive, in qualunque ambito esse si collochino ma specialmente in ambito educativo.
Il baskin, in questo senso, testimonia qualcos’altro. Non basta la “buona volontà” individuale o essere d’accordo sul fatto che l’inclusione sia “cosa buona”. Per scendere dal piano ideologico occorre mettere mano alle condizioni che consentono di realizzare un’esperienza. Occorre cioè lavorare dal punto di vista metodologico: individuare le dimensioni da modificare, comprendere come modificarle per ottenere determinati effetti, inclusivi appunto.
Occorre quindi ri-conoscere la struttura che regge l’esperienza educativa ma anche dotarsi di strumenti per poterne modificare le componenti; occorre avere uno sguardo progettuale che sia aderente alle situazioni concrete e sia capace di immaginare gli effetti che si vorrebbero produrre. Occorre cioè avere un approccio strategico e affinare strumenti metodologici da mettere alla prova.
Il baskin permette di “vedere” la stretta relazione che esiste tra la modalità di percepire l’altro e se stessi e la materialità che mette nelle condizioni di sperimentare proprio quella percezione: modificando spazi, tempi, oggetti, regole le persone sono messe nella condizione di fare un’altra esperienza dell’altro e di sé. È questo che sta alla base delle rappresentazioni sociali, delle modalità relazionali, delle opportunità esistenziali.
Per questo, il baskin ha bisogno di essere studiato nei sui dispositivi e nei suoi effetti: va compresa la trasferibilità non del baskin, ma di come il baskin ha lavorato sull’esperienza del basket, di come l’ha fatta diventare altro, di come produce e può continuare a produrre inclusione. Consapevoli del fatto che questo stesso lavoro di ricerca è fondamentale al baskin stesso per non accontentarsi di quello che ha già messo in atto.
Cristina Palmieri

Il prof. Pierangelo Barone docente di Pedagogia dell’adolescenza all’Università di Milano Bicocca aderisce al Comitato d’Onore
“Il baskin costituisce la più significativa traduzione in esperienza, di una teoria pedagogica dell’inclusione”

MAX NEGRETTI, da Borgomanero deve anima e sostiene Baskin Ciuff con Bob Rattazzi, aderisce al comitato d’onore:
“Io non credo più, non conosco, né pretendo di sapere se Dio esiste o no, ma posso ammettere che qualcun altro lo sappia. Un agnostico intellettualmente onesto si schiera su questa posizione, perché non ha più prove per giustificare l’impossibilità di conoscere Dio di quante abbia della sua esistenza. Credo nel fare del bene, questo senza nessun pregiudizio e con i miei limiti! Ricordo e ho sempre tenuto presente dal liceo: “Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me.” di Kant.
Credo che il cielo stellato è sulla testa di tutti e la legge morale sia nel cuore di molti, ma speso non se ne rendono conto.
Io sono scontroso, non ho un carattere facile, ma amo e dono gratuitamente per scelta di vita, laica e civile. Quella “legge morale” è dentro di me, il cielo stellato è sopra tutti noi, non mi chiedo troppi perché se riesco a combinare, qualcosa di buono mi basta e avanza! Non so come spiegare diversamente, ma sono profondamente convinto che “tutta la legge si riferisce al bene comune” e che il vivere nel rispetto della legge e alla ricerca del bene comune ci faccia solo bene. Come il cielo è uguale per tutti con diverse prospettive, ma è lo stesso. Il Basket, il basket inclusivo, il BASKIN è un modo bello e stimolante per avvicinarci tutti, per unirci! Tutti sentiamo quanto “stiamo meglio” a far giocare a baskin Malek a vincere la coppa Italia con Abdou, a vedere sorridere Camilla!”

Paola Pessina membro della Commissione Centrale di Beneficenza della Fondazione Cariplo aderisce al Comitato d’Onore della Rassegna di Baskin
Più conosco il BASKIN, più mi convinco che è proprio un gioco geniale: perché prende i valori positivi di tutti gli sport – l’abilità affinata con l’allenamento, l’intelligenza tattica, la libertà e la gioia del movimento, il gusto della competizione… – e a questi aggiunge, come in tutti gli sport di squadra, la necessità assoluta della cooperazione da parte di tutti componenti. Ma ci mette un valore in più, straordinario: include anche atleti che in altri sport non sarebbero considerati atleti ed esige che anche loro facciano la loro parte, senza compatirli; e intanto allena gli altri – quelli che su altri campi sarebbero campioni e dei più fragili potrebbero infischiarsene – ad averne bisogno. Un messaggio straordinario e profondamente umano: tutti abbiamo bisogno di tutti; ciascuno ha la sua parte da fare per il successo comune. Mi auguro che questa logica buona – non buonista – del “nessuno escluso” penetri a poco a poco ogni aspetto della nostra convivenza, oggi più che mai: in un mondo divenuto un villaggio in cui tutti chiedono di avere la loro opportunità, questa è infatti la condizione della comune sopravvivenza.

Luisa Spina Coordinatrice di educazione Fisica della Valle D’Aosta ci scrive
“Il grande valore del Baskin è stato quello di essere riuscito a creare in un contesto sportivo una “speciale normalità”.
Condizioni ordinarie di funzionamento del gioco sono diventate rispondenti alla complessità di bisogni speciali, valorizzando ogni giocatore in un sistema realmente inclusivo.
Il Baskin ha insegnato a tutti noi quanto sia importante la Relazione che si mette in campo e non solo l’azione che si compie.”

Andrea Borney dalla Valle D’Aosta ci scrive:
Il Baskin in Italia ha dato un contributo straordinario per un cambio di paradigma di concepire lo sport nel mondo della disabilità: non più “per”, ma “insieme” alle persone con disabilità, disegnando anche un nuovo modello che valorizza le potenzialità di ogni Persona, che può essere speso nell’ambito formativo ovunque, non solo nella disabilità, a cominciare dalla scuola.
Questa è l’integrazione, questa è l’inclusione, quando la diversità diventa ricchezza, in un contesto formativo dove si apprende che ognuno è speciale e va guardato per le sue potenzialità anziché per i suoi limiti.

Luigi Sala – Presidente della Consulta dello Sport Di Cinisello Balsamo ci scrive:
“Ci viene incontro un cartello stradale: CREMONA città del Baskin”!
Sorpresa del compagno di viaggio (un intellettuale..): “Che cos’è il Baskin? Cremona non è la città del Torrazzo, del compositore Claudio Monteverdi, del liutaio Antonio Stradivari?”
“Certamente, ma ora è anche la città del Baskin!”
Dopo quell’incontro col cartello stradale, il nostro intellettuale approfondisce la conoscenza del baskin, partecipa agli allenamenti, alle partite, alle manifestazioni che coinvolgono “le Pantere” di ANFFAS Nord Milano, capisce la valenza dello sport inclusivo, arrivando anche a tenere incontri in merito, invitando personaggi delle Istituzioni, ex campioni/campionesse di basket, psicologi, sociologi e compagnia varia: al motto di “Vieni e vedi”.
Il valore dell’integrazione/inclusione non è solo un fatto culturale/intellettuale, è un valore da sperimentare sul campo anche attraverso i molti sport, e fra questi il Baskin ha qualcosa in più!
L’augurio è quello che il Baskin mantenga lo spirito originario per il quale è nato; i numeri 1 e 2 e 3 sono i più importanti….; le gare, i campionati, l’agonismo fanno parte dello sport; essenziale però è sempre il “fair play”, evitare le tentazioni del “campionismo”, tenere fede al valore fondamentale che è quello dell’inclusione.
Un grazie sincero a tutti quanti sono impegnati nella promozione del Baskin.

Mons. Mario Lusek Direttore Ufficio Nazionale CEI – Pastorale del tempo libero sport e turismo – ha aderito al Comitato d’Onore

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Cardinal Gianfranco Ravasi – Presidente del Pontificio Consiglio Cultura – aderisce al Comitato d’Onore della rassegna Italiana di Baskin
“…….questa bella esperienza del Baskin manifesta l’enorme potenziale di integrazione e di educazione che è caratteristico dello sport. In esso si rivela, infatti, la vera natura dello sport, che dovrebbe essere sempre al servizio dell’uomo, anziché piegare l’uomo alle esigente dominanti di mercato.
Da quanto ho potuto vedere, il Baskin, adattandosi alle esigenze del singolo giocatore con le sue capacità diverse –ragazzi, ragazze, normodotati e portatori di handicap, sia fisico sia mentale–, ritrova in modo genuino la sua natura originaria di gioco.
Dire gioco è dire libertà, gratuità, divertimento, valori tutti che si perdono quando subentra la logica dell’utilità, del rendimento, del profitto. Il gioco autentico riporta l’uomo allo stato originario della creazione: creati in libertà per lodare Dio nel giorno del riposo, quando non si lavora e non si produce più. Il gioco, così concepito, ci avvicina alla Sapienza creatrice di Dio che, come ci insegna il libro biblico dei Proverbi (8,31), all’inizio della creazione giocava come un bambino con la palla della terra, «ponendo le sue delizie tra i figli degli uomini».
Ben volentieri quindi aderisco al Comitato di Onore, augurando nel contempo a tutti i partecipanti alla seconda rassegna italiana di Baskin di vivere un momento di convivialità e di gioco, di libertà e di svago, per offrire al Creatore il canto della lode.”
Con viva cordialità
Gianfranco Card. Ravasi

Giovanni Malagò, Presidente del CONI, aderisce al Comitato dì’Onore della Seconda Rassegna Italiana di Baskin
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Aija Klavina, presidentelect, European Federation of Adapted Physical Activity aderisce al Comitato d’onore

“Baskin opens the doors to sport participation for children and youth with diverse abilities. In general, sport plays major role in promoting the inclusion of all groups in society. Children are today’s force of future. The skills they can learn by playing Baskin, can change attitudes towards acceptance of diversity and promoting equality”

Claire Boursier, President of IFAPA (International Federation of Adapted Physical Activity) aderisce al Comitato d’Onore della Seconda Rassegna Italiana di Baskin.

“The world is opening its wings to diversity and inclusion. Baskin is an innovative sport showing that sharing is not only possible but great as well. It is an example of human empowerment.”

Paolo Della Tommasa, Presidente Regionale UISP LOMBARDIA aderisce al Comitato d’onore della seconda Rassegna Italiana di Baskin”
“Lo sport –per tutti- è fonte e motore di inclusione sociale e deve essere riconosciuto come strumento eccellente per l’integrazione delle minoranze e di tutte le persone a rischio di emarginazione sociale.
L’ integrazione di tutte le persone è l’obiettivo, lo sport è il veicolo.
UISP – (Unione Italiana Sport Per Tutti) riconosce nella propria mission associativa che lo sport è, infatti, un veicolo privilegiato nell’integrazione perché assegna a ciascuno, secondo le proprie capacità, un ruolo preciso in un contesto collettivo di squadra che riesce ad abbattere le barriere e i muri che si creano all’esterno, perché lo sport è integrazione dove valorizzare tutte le diversità.
Sono altresì sicuro che la rassegna di questo meraviglioso sport “ Baskin”, a cui si affianca l’impegno concreto di molti preziosi dirigenti sportivi , tecnici e atleti che ringrazio di cuore, sia solo un esempio di una tendenza in atto, di una vera e propria attività continuativa, capace di legare tutte le diversità attraverso un’unica lingua universale, quella dello sport, della gioia e della voglia di stare bene con se stessi e con gli altri.”

Don Danilo Magni – Fondatore SocialFare – Centro per l’Innovazione Sociale di Torino – aderisce al Comitato d’Onore della rassegna di Baskin
“Pensando all’inclusione… mi è venuto in mente che nel racconto biblico della creazione, al termine di ogni giornata, Dio guarda quello che ha fatto e, felice, osserva soddisfatto il suo lavoro: “Dio vide che era una cosa bella!”. Questo racconto ci insegna che tutto quanto esiste è bello e valido in egual misura: siamo noi, uomini gretti e abili nel classificare per i nostri tornaconti, a dire che qualcosa o qualcuno valgono di più o di meno. Per Dio non esiste l’esclusione, perché tutto e tutti sono inclusi nella vita che sgorga dalle sue mani e dal suo cuore: l’esclusione ha a che fare con Satana, il Divisore… mai con chi la vita l’ha pensata, l’ha creata, ce la dona e ce la donerà per sempre! Allora, tutti in campo per essere la squadra di Dio nel baskin e nella vita di tutti i giorni!!”

MJ McNamee, Professor of Applied Ethics – College of Engineering – Swansea University (UK) aderisce al Comitato d’onore della rassegna di Baskin
I simply love the harmonious integration of skills and abilities in Baskin; it’s a fantastic model for the future of disability sports. I only hope more traditional sports would take their inspiration from Baskin!

Anche il Presidente della Fondazione internazionale “DESIGNED FOR ALL” Francesc Aragall aderisce al Comitato d’Onore della Rassegna di Baskin
“Merging human diversity like in Baskin is one of the best ways to create enriching cultural productions.”

GENS UNA SUMUS – there is a place for everyone in Baskin!
Dr. Florian Kiuppis -UNESCO Chairholder Institute of Technology, Tralee Ireland – aderisce al Comitato d’onore della rassegna di Baskin
“….Baskin can be considered the Chess of a traditional game re-designed – and possibly, like all attempts of Universal Design, continuosly developed further – to become literally a sport for all those people who like to join the community. Not only enjoys Basking a somewhat royal status in context of those transformed traditional games adjusted to a heterogeneous spectrum of abilities. Moreover, since the five types of players are allowed to move differently on the field, none of the types can win without another, and in the rules there is a considerable potential of strategy embedded, there are quite some functional equivalents to be found in Chess and in our game.
I am delighted about the invitation to become Honor Committee Member of this Baskin Championship, as I particularly admire the balance between enabling community and universal game design being kept here. It is the sense of empowerment I feel when joining the Baskin movement, which is both fuelled by the needs, interests and wishes of the various communities involved and informed, as well as further developed, by some individuals who do a superb job translating the notions from the grass roots into the actual further game design and practice.
GENS UNA SUMUS – there is a place for everyone in Baskin! I am very much looking forward to take part in the collective further development, cultivation and celebration of this game. Let us work together to even move beyond Baskin, to “inclusivise” and “generalise” other traditional sports in similarly innovative ways that allow us to think and practise popular sport in general, literally as sports for all — universally accessible, fully participatory and allowing achievement of people with the whole spectrum of different abilities.

Dalla Francia aderisce al Comitato d’onore Charles Gardou dell’Université Lumière Lyon2
Le Baskin l’illustre bien dans le domaine sportif : pour construire une société inclusive, nous avons à nous ouvrir à la “toute humanité”, à projeter notre regard au loin et nous efforcer de ”faire monde” à partir de nos multiples singularités. La chose n’est pas spontanée, il nous faut la provoquer.

Angela Grassi -Coordinatore comunità Fede e Luce Nord Italia e Galilea ci scrive:

IL VALORE DELL’INCLUSIONE
Fin da piccoli si impara che c’è chi ha un passo veloce e chi fatica a correre, chi parla a macchinetta e chi trova difficile esprimere qualche parola per timidezza. Crescendo, ci viene imposto di marciare a ritmo incalzante, su ogni fronte. Bisogna essere forti, solidi, migliori di tutti. Bisogna primeggiare, altrimenti non si conta nulla, si finisce in un angolo.
La mia vita è cambiata quando ho incontrato persone semplici che mi hanno fatto capire quanto sia importante rispettare il passo di ciascuno. Il passo di chi corre e quello di chi ha bisogno di un bastone, di stampelle o di una sedia a rotelle. Era già scritto nel Vangelo, ma tante persone disabili me lo hanno mostrato con la loro fragile forza.
Il cammino in Fede e Luce, nelle comunità che accolgono disabili mentali, le loro famiglie e alcuni amici, ha rafforzato l’impegno a fare in modo che tutti possano trovare il proprio posto nella Chiesa e nella società. Non è detto che il passo migliore sia quello di chi corre, magari rallentando si scoprono più cose lungo il percorso. Il Baskin lo dimostra, in ogni partita. Ci si ferma, non si sgomita per un attimo. Si passa la palla a chi arriva a un canestro più basso.
Ecco, inclusione è passare la palla a chi non arriva ai canestri più alti. E’ valorizzare le potenzialità di ciascuno. Così, quando si esulta per una vittoria o ci si rammarica per una sconfitta (la vita è così, un’alternanza continua) lo si fa tutti insieme. Senza che qualcuno finisca in un angolo.

Il Sindaco di Rho, Pietro Romano, dichiara:

“Ho accolto con piacere e riconoscenza l’invito a far parte del prestigioso Comitato d’Onore della seconda Rassegna Italiana di Baskin. Ringrazio la Polisportiva Oratorio San Carlo e tutti coloro che si stanno adoperando per combattere con instancabile attività ed impegno quotidiani ed eliminare le cause dell’esclusione, dell’emarginazione della diversità, vedendole come una ricchezza speciale di cui la società non può privarsi.”

Alexy Valet aderisce al Comitato d’Onore:
“Cristallizzazione tecnica dell’ideale inclusivo, il Baskin rappresenta innanzitutto un progetto culturale.
Nello sforzo simultaneo di tutelare la fragilità e valorizzare l’eccellenza (riconoscendo accuratamente le molteplici forme di entrambe), il Baskin sperimenta sul campo sportivo un nuovo linguaggio democratico, in cui affiorano emozioni e pensieri di cittadinanza. Ecco perché il Baskin fa parte di queste innovazioni, sociali e culturali, che ci aiutano a guardare al futuro con più speranza, confidando nella nostra capacità fattiva… a coltivare l’Umanità che c’è nell’Uomo”

Michele Manno Presidente UISP Milano aderisce al Comitato d’Onore della rassegna di baskin e ci scrive:

“Baskin, come altre discipline, non è solo “sportpertutti” … nessuno escluso, ma è il cardine di un principio e di una visione di società i cui membri di ogni comunità, abbiano il diritto di partecipare, di avere pari opportunità e dignità, eliminando le barriere culturali e fisiche che impediscono il reale compimento delle espressioni sociali, corporee e di inclusione”.

don Marco Fusi, primo presidente della Polisiportiva, saluta i partecipanti alla Rassegna di Baskin
BASKIN COME UNA PRIMAVERA ?!
Con simpatia saluto il capitano (Edoardo) e tutto il team composto da atleti ed allenatori, fans e collaboratori del baskin che da alcuni anni si muove nella città di Rho suscitando una certa curiosità e forse qualche interrogativo !
Mi piace guardare a questo sport anzitutto come ad un gioco che diverte e piace, nel quale si esprimono fantasia e voglia di stare insieme, un gioco che appassiona e assieme rilassa.
Riprendendo poi una espressione di papa Francesco nell’angelus della scorsa festa di Pasqua potremmo guardare al baskin anche come ad un piccolo “germoglio di un’altra umanità”, un piccolo segno di un mondo diverso. Le differenze stanno insieme, militano nella stessa squadra, si ritrovano compagne, unite nel rettangolo di gioco. Le alte barriere che spesso eleviamo a difesa dagli altri sono abbattute: è come un esercizio di appartenenza ad una unica famiglia.
Tutto ciò non toglie quella sana voglia di vincere che in ogni partita occorre mettere in campo: equivale a dare tutto, senza risparmiarsi per fare il meglio possibile. Così ci insegna lo sport quando non lo viviamo come un assoluto o come un ring sul quale l’altro è solo un avversario da abbattere.
Con questo semplice augurio immagino che sarà una manifestazione di grande valore sportivo ed umano.

Prof. Giovanni Azzone Magnifico rettore Politecnico di Milano
“Nel Mondo in cui viviamo, sempre più complesso e interconnesso, la coesistenza di persone e popoli differenti passa attraverso la comprensione che la diversità è una valore e non qualcosa da temere. Diversità vuol dire possibilità di mettere insieme tanti punti di vista e tante abilità differenti, arricchendo tutti. Tutto ciò che, come il Baskin, fa vivere e interiorizzare il valore della diversità rappresenta quindi un passo avanti verso un Mondo migliore.”

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